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Armani e i musulmani

Innanzitutto voglio dire che mi è piaciuta molto la collezione uomo per la prossima estate di Giorgio Armani. Mi è sembrata bella, non banale, ma neanche troppo eccentrica, molto pratica e portabile, ma senza essere noiosa.
Prima di parlare di moda però vorrei scrivere due pensieri che apparentemente con la moda non hanno niente a che vedere, ma se guardare più in profondità sono proprio queste le cose che influiscono, condizionano e infine creano la moda e i modi.
Medio Oriente… la prima cosa che si pensa quando si parla di questa regione è naturalmente l’islam, la religione che dalla città della Mecca è riuscita a diffondersi tanto da diventare la seconda religione dopo il cristianesimo più seguita nel mondo. Una piccola nota storica: Maometto nacque a la Mecca il 20 aprile 570 d.C., le sue rivelazioni prendono la forma di religione e cominciano a diffondersi nel VII secolo. Quindi l’islam è la religione più giovane di tutte, infatti il buddismo, l’induismo, il cristianesimo e naturalmente il giudaismo, la più vecchia religione monoteista in assoluto, nascono molto prima. Il cristianesimo invece, nascendosi e sviluppandosi dal giudaismo, è una religione assai vecchia e se contare l’età del giudaismo direi antica, almeno quanto la terra. Perché tutte queste noiose precisazioni? Solo perché vorrei dire che mentre la cultura cristiana occidentale ha già la sua età, la cultura orientale islamica è giovane, piena di energie e di voglia di combattere.


Adolphe Yvon “Battaglia di Kulikovo” e Paolo Veronese “Battaglia di Lepanto”, la prima è la battaglia dell’armata mongolo-tartara contro i russi del 1380 e la seconda è la battaglia navale della flotta ottomana contro quella della Lega Santa del 1571

 


Jozef Brandt “La battaglia di Vienna”, assieme ad altre due la battaglia di Vienna del 1683 è la terza storica battaglia contro l’armata dell’impero ottomano che ha impedito ai turchi di entrare in Europa


Il Medio Oriente è sempre più presente nella vita dell’Europa, sui giornali, sulle strade, nelle menti, nella cultura, nella moda. Si, proprio così, il Medio Oriente è sempre più presente nella moda: pantaloni alla turca, gonne indossate sopra i pantaloni, turbanti (che abbiamo visto proprio da Giorgio Armani poco fa) ecc. Prima di passare alla moda di oggi vorrei mostrarvi alcune immagini del XVI sec. che rappresentano i turchi dell’epoca. Queste illustrazioni sono prese dal Codex Vindobonensis 8626, una curiosissima pubblicazione conservata presso la Biblioteca Nazionale Austriaca a Vienna ed eseguita dall’ambasciatore austriaco von Pezzen. Von Pezzen viveva a Costantinopoli verso la fine del XVI sec. e in questo codex ha descritto il modo di vivere, le abitudini e i costumi dei turchi dell’epoca. Ad aiutarlo in questa impresa per le parti grafiche von Pezze ingaggiò un pittore che ahimè rimase sconosciuto. Le illustrazioni eseguite da questo pittore sono una grandissima fonte sia per la storia del costume sia per la storia in generale.

 

 

 

Tornando all’Armani e alla moda di oggi, direi che la particolarità della collezione estiva da uomo sono soprattutto i pantaloni: il designer infatti ha proposto un modello di pantaloni molto classico ma modificato sulla linea del cavallo. Partendo dai pantaloni tradizionali Armani ha abbassato leggermente la linea del cavallo e invece di cucirla dritta la ha fatta di sbieco. Fatti in questo modo i pantaloni assomigliano un po’ ai modelli orientali dei calzoni turchi alla zuava drappeggiati e larghi, insomma si avvicinano un po’ ai modelli presentati dalle illustrazioni per il Codex di von Pezzen.

 

 


Giorgio Armani estate 2012


Chissà che cosa ha spinto il maestro a creare un modello così particolare che allude fortemente alle forme dell’abbigliamento orientale. Probabilmente ad Armani è venuta l’ispirazione per questa collezione mentre leggeva i giornali che negli ultimi mesi non scrivevano che delle insurrezioni medioorientali e del conflitto in Libia. Sta di fatto che l’Oriente veramente entra nella moda, entra pian piano ma sempre di più.

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Moda uomo: pantaloni

E’ cominciata la Settimana della moda uomo, e la prima cosa che ho notato, guardando le prime sfilate, sono i pantaloni. Innanzitutto, perché sono pantaloni, e non mutande, gonne, pantacollant o altre stranezze proposte in tante collezioni invernali; ma non è solo questo il motivo del mio interesse. Ho constatato una tendenza rinata circa un anno fa e in continuo sviluppo: i pantaloni con il cavallo basso. Naturalmente la prima associazione che mi viene quasi in automatico pensando ai pantaloni con cavallo abbassato sono i bumsters di McQueen, la moda dei giovani discotecari e frequentatori dei rave parties della seconda metà degli anni ’90, le mutande in ampia parte in vista, rigorosamente con elastico marchiato “Dolce&Gabbana” o “Emporio Armani”. A questo punto comincio a sorridere, perché mi ricordo scene divertentissime di questi ragazzini vestiti con i pantaloni abbassati all’inverosimile con il cavallo praticamente al livello delle ginocchia che corrono dietro all’autobus e cadono distendendosi sull’asfalto, poveracci! Eh si il modello non è molto comodo per correre, e con i ritmi di oggi di corse se ne devono fare.
Lasciamo stare i miei ricordi da adolescente della moda di fine anni ’90 e torno alla moda di oggi. I pantaloni con cavallo abbassato proposti in questi giorni sono tutta un’altra cosa. Sono pantaloni classici eseguiti con i cartamodelli leggermente modificati allungando un po’ la linea del cavallo. E devo dire che se inizialmente guardavo questi modelli con una certa perplessità, dopo averli visti su alcuni uomini (non sulle passerelle) posso affermare che su alcuni stanno molto bene. Naturalmente per portare un modello di questo tipo bisogna avere una certa altezza e certe gambe. Sugli uomini bassetti con le gambe tondette, questo modello difficilmente starà bene, anche se… chi lo sa. Come sempre le regole principali sono: le proporzioni, il buonsenso e la consulenza obbligatoria di un occhio critico e di uno specchio che permetta di vedervi dalla testa ai piedi.
Una piccola considerazione: questo modello è già apparso nei negozi e per il momento è abbastanza originale e interessante, ma guardando le collezioni per la prossima estate e la quantità di questi modelli sulle sfilate mi viene da pensare che  in un paio di mesi i pantaloni con cavallo abbassato diventeranno una moda totale, saranno portati da tutti, anche da chi sarebbe meglio evitasse. Perciò se volete essere trendy e se vi stanno bene, affrettatevi, tra un paio di mesi diventeranno banali.


Burberry Prosum, Bottega Veneta, Roberto Cavalli



Costume National, Dolce&Gabbana, Emporio Armani



Missoni, Umit Benan, Ermenegildo Zegna


Infine vorrei dire due parole su un altro modello di pantaloni che comincia a diffondersi molto, ma secondo me è antiestetico, anzi permettetemi la consueta sincerità, lo trovo  semplicemente orripilante. Sono i pantaloni sempre con cavallo abbassato, molto larghi sulle cosce e molto aderenti sui polpacci, praticamente come gli skinny jeans. Questo modello sembra una specie di variazione sul tema “pantaloni a sbuffo da ufficiale tedesco”, solo che gli ufficiali li portavano con gli stivali alti, per questo la parte bassa era molto aderente, per stare meglio dentro lo stivale. Portati invece con i semplici converse, da semplici ragazzi che non hanno niente a che fare con l’armata tedesca, di solito sono abbastanza ridicoli. Forse sono troppo severa, ma non ho mai sopportato i pantaloni aderenti e gli skinny vari sugli uomini; questo modello poi ha oltrepassato qualsiasi limite di buonsenso e del senso estetico, sono in grado di imbruttire anche le gambe più belle e più snelle del mondo.
Forse volevano fare un po’ di pubblicità ad film Aladin.


Dsquared2 estate 2011 e Burberry Prosum estate 2012

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